Si può divorziare anche in geopolitica

La parola chiave è imbarazzo. Sarebbe quello in cui, secondo i media (tutti quelli italiani, i tabloid anglosassoni più qualche eccezione in giro per il mondo), il segretario di stato John Kerry avrebbe gettato l’Amministrazione americana dopo la “rivelazione” (assai stantia) di una foto del 2009 in cui lui e sua moglie Teresa Heinz cenano in un ristorante di Damasco con Bashar el Assad e consorte. Prima della guerra civile, prima di diventare segretario di stato (comunque nell’ambito di una visita istituzionale), John Kerry ha cenato con Assad. Centomila morti, due milioni di profughi e uno spaventoso attacco chimico dopo, Kerry ha paragonato Assad a Saddam e Hitler, chiedendo contro di lui un intervento militare.
19 AGO 20
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La parola chiave è imbarazzo. Sarebbe quello in cui, secondo i media (tutti quelli italiani, i tabloid anglosassoni più qualche eccezione in giro per il mondo), il segretario di stato John Kerry avrebbe gettato l’Amministrazione americana dopo la “rivelazione” (assai stantia) di una foto del 2009 in cui lui e sua moglie Teresa Heinz cenano in un ristorante di Damasco con Bashar el Assad e consorte. Prima della guerra civile, prima di diventare segretario di stato (comunque nell’ambito di una visita istituzionale), John Kerry ha cenato con Assad. Centomila morti, due milioni di profughi e uno spaventoso attacco chimico dopo, Kerry ha paragonato Assad a Saddam e Hitler, chiedendo contro di lui un intervento militare. Ecco, esultano i media, la prova dell’inguaribile ipocrisia della potenza imperiale americana. Kerry andava a braccetto con Assad, poi quando è diventato conveniente (e bisogna che qualcuno spieghi dove sarebbe la convenienza ) ha deciso di bombardarlo. Poco importa che da quella cena del 2009 non ci sia un solo fattore della politica mediorientale che sia rimasto immutato, poco importa che nel frattempo Assad si sia trasformato nel rais che fa la guerra con gli aerei e con il gas contro la maggiroanza del suo popolo.
E’ uno strano teorema quello dell’inamovibilità dei rapporti geopolitici, non contemplato da nessun manuale di diplomazia ma molto popolare nei media e tra l’opinione pubblica. Stringere la mano a un aguzzino quando ancora nessuno sapeva che fosse tale significa “compromettersi” e condannarsi a future accuse di connivenza e traffici meschini (l’applicazione diplomatica delle teorie dell’inciucio); cambiare idea alla luce di nuovi fatti vuol dire “imbarazzare” il proprio paese. Schema valido in innumerevoli occasioni, ma sempre usato con estrema selettività – anche in questo caso, visto che l’album fotografico di Assad lo vede in atteggiamenti amichevoli con quasi tutti i leader del mondo. Come in tutti i sistemi di relazione, il divorzio esiste anche in geopolitica. Stupirsene è solo segnale di cattiva coscienza. La connivenza (dalle nostre parti si direbbe l’inciucio) con il nemico non esiste se il nemico non era ancora tale. Ma non si capisce da quale capitolo dei libri di Von Clausewitz? sia stata tratta l’idea dei rapporti geopolitici come entità immutabile, all’interno dei quali non è possibile cambiare idea alla luce di nuovi dati.